Civico al Quadrato
Tutto intorno a te, nelle strade della tua città
2025
Quando avrò realizzato 100 mattonelle
Qui puoi scaricare il manifesto completo del progetto
Descrivere in poche parole il progetto di "Civico al Quadrato" non è facile, ma cercherò di farlo mettendo in evidenza quelli che a mio parere sono gli aspetti più significativi e caratterizzanti:
In Civico al Quadrato, il numero di casa smette di essere un segno funzionale e diventa un piccolo paradosso visivo: una piastrella d’argilla che sembra uscita da un sogno lucido, modellata a mano come si modellano le nuvole quando nessuno guarda.
Ogni opera è un frammento di mistero: un numero che non indica soltanto un luogo, ma un varco. Un oggetto familiare che, come nelle tele di Magritte, rivela la sua doppia natura: è ciò che è, e allo stesso tempo qualcos’altro. Un simbolo che custodisce poesia, irripetibilità, e un silenzioso invito a interrogare la realtà.
Il progetto chiama cittadini e passanti a diventare curatori di un incanto urbano. Ospitare una piastrella significa compiere un gesto che assomiglia a posare una mela sospesa nel cielo, o a lasciare una finestra aperta su un paesaggio che non esiste ancora.
Un’opera ne genera un’altra, come se la città fosse attraversata da un vento gentile che sposta le idee da un balcone all’altro. Una strada si accende, un quartiere si risveglia, e la bellezza si diffonde con la stessa naturalezza con cui un’ombra si allunga al tramonto. La partecipazione diventa un’eco, una catena di stupore che trasforma il quotidiano in un enigma luminoso.
L’intuizione è semplice e sovversiva: un museo senza muri, senza cornici, senza soglie da varcare. Un museo che cresce come crescono i sogni, seguendo traiettorie imprevedibili tra le vie della città.
Ogni piastrella, con il suo QR code, è una porta: una finestra che si apre su una mappa invisibile, una costellazione di opere che si espande come un cielo notturno in movimento.
Non serve un edificio. L’arte si posa sui muri come una nuvola che decide di fermarsi, si intreccia alla vita quotidiana, e trasforma ogni strada in una galleria surreale, dove il reale e l’immaginato convivono senza contraddirsi.
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